CHIARIMENTO IMPORTANTE SUI DIRITTI D’AUTORE: QUESTIONE SIAE E SOUNDREEF/LEA

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Occorre premettere, anzitutto, che l’art. 180 della Legge sul diritto d’autore (L. n. 633 del 1941) nella sua formulazione originaria prevedeva che qualunque attività di intermediazione fosse riservata in esclusiva alla Società Italiana degli Autori ed Editori.

Tuttavia, l’Unione Europea con la c.d. Direttiva 2014/26/UE cd. “Barnier” ha imposto agli Stati membri l’adozione di regole piuttosto stringenti sulla gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi, consentendo agli autori di scegliere tra più collecting dotate di standard minimi di efficienza e trasparenza.

Al fine armonizzare il più possibile la legge italiana alla Direttiva UE, l’art. 19 del Decreto Fiscale n. 148/2017 (convertito con modificazioni in Legge n. 172/2017) ed entrato in vigore il 16 ottobre 2017, ha fatto venir meno, almeno formalmente, il monopolio SIAE estendendo l’attività di intermediazione per la protezione del diritto d’autore ai soli organismi di gestione collettiva senza scopo di lucro.

Tuttavia occorre far attenzione perché, a ben vedere, vi è stata una liberalizzazione solo parziale del mercato del copyright.

Infatti tale novità normativa non consente a Soundreef di svolgere l’attività di intermediazione in quanto si tratta di una società che persegue scopi di lucro.

Al fine di evitare di trovarsi esclusa dal mercato in questione, di recente Soundreef ha costituito (detenendone la quota di maggioranza) una società senza scopo di lucro alla quale aderiscono anche alcuni autori di fama nazionale ed internazionale.

Occorre nondimeno tener presente che, allo stato, il repertorio musicale italiano ed internazionale è gestito per la maggior parte da SIAE.

Anche i repertori degli autori che hanno aderito a Soundreef sono parzialmente gestiti da SIAE, in quanto i coautori e gli editori dei brani musicali appartenenti alla società hanno confermato il loro mandato alla Società Editori.

Attualmente, infatti, se un esercente che detiene una radio o una tv nel proprio locale decidesse di richiedere la licenza alla LEA, non potrebbe in ogni caso fare a meno di acquisire anche la licenza di SIAE e di conseguenza i costi crescerebbero. Nel caso in cui l’esercente utilizzi un PC o un lettore o altra fonte per la diffusione di brani musicali, dovrebbe fare molta attenzione ad utilizzare solo i brani gestiti esclusivamente da LEA (quindi, senza i repertori di quegli autori che hanno confermato il mandato alla SIAE) qualora volesse evitare di pagare anche SIAE.

Alla luce di quanto esposto, si ritiene dunque preferibile continuare a versare i compensi per diritti d’autore secondo le note modalità, in attesa che i rapporti tra SIAE e LEA (o qualsiasi altra società dovesse costituirsi nel frattempo) vengano chiariti con maggiore puntualità.

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